Sono sempre attento alle novità che riguardano i CND e gli argomenti che investono l’ambito dei controlli sui materiali.

Visti i risvolti pratici che le nuove NTC impongono sul prelievo dei saggi per il calcestruzzo, mi è sembrato doveroso riservare una pagina all’iniziativa che si è sviluppata nei giorni scorsi da un gruppo di professionisti che hanno deciso di ricorrere al TAR per porre rimedio a questa “Svista” del Legislatore.

Riporto qui sotto il testo integrale del comunicato con il quale si cercano aderenti per il ricorso al TAR, chi vuole può trovare i riferimenti per l’adesione a questo indirizzo internet:

https://www.infrarosso.info/viewtopic.php?f=49&t=1435

L’Aquila 21-03-2018
Spett/le Collega
Le nuove norme sulle costruzioni (NTC 2018) impongono in modo arrogante, arbitrario e illegale che il prelievo dei campioni di calcestruzzo e acciaio sugli edifici esistenti sia ad esclusivo appannaggio dei laboratori autorizzati in base alla legge 1086-1971. 
Come nel caso già accaduto ai geologi (usciti vittoriosi a seguito di ricorso al TAR) il ministero e la lobby dei laboratori cercano di soffocare le ditte e i professionisti che operano nel campo della diagnostica strutturale con delle normative vergognose che violano il principio sacrosanto che nel campo lavorativo il merito dovrebbe essere il metro che regola il mercato e non che si può lavorare di più impedendo illegalmente ad altri di operare.

Chi scrive opera nel campo della diagnostica da oltre quindici anni ed è stanco dei soprusi e dell’ incompetenza dei laboratori che fregiandosi di un’autorizzazione, relativa a cubetti e barre prelevati in fase di accettazione dei materiali, sulle opere in corso di costruzione, si arrogano il diritto di esclusività anche sulla diagnostica strutturale. 
Il fatto che la modifica normativa, che di fatto azzera le ditte che operano nel campo della diagnostica strutturale, sia stata orchestrata dai laboratori autorizzati con la connivenza del ministero e degli altri organismi che hanno partecipato alle stesura della norma è una evidenza di fronte alla quale non si può restare indifferenti sperando che le cose si sistemino da sole o pensando di giungere a soluzioni di compromesso. 
Questo silenzio e questa inerzia negli anni hanno fatto si che si arrivasse a questo punto soprattutto anche a causa della mancanza di aggregazione da parte delle ditte che operano nel campo della diagnostica strutturale.

E’ quindi questo il momento di agire spezzando finalmente il meccanismo perverso che ha condotto a questa situazione. I passi che si propongono per giungere come per i geologi ad un annullamento della parte di nuova normativa che si contesta sono i seguenti:

1) ricorso al TAR da effettuarsi entro 30 gg dall’entrata in vigore della norma;
2) organizzazione di una manifestazione a Roma di fronte al Ministero.

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